
Sul piano di lavoro, nelle linee di polimerizzazione tramite radiazioni UV, non c’è tempo per eventuali variazioni nella potenza emessa dalla lampada. È necessario che l’intensità della radiazione a 254 nm rimanga costante, shift dopo shift. Spesso, il problema non è la sorgente di alimentazione, ma piuttosto l’involucro in quarzo utilizzato. Il quarzo di qualità inferiore contiene impurità che riducono l’efficacia delle radiazioni UV, causano un aumento della temperatura e accelerano lo deterioramento della lampada. Per questo motivo richiediamo una purezza del 99,99%.
Cosa è importante dal punto di vista tecnico
Le nostre lampade a catodo caldo per la sterilizzazione con radiazioni UV utilizzano un sistema a bassa pressione a base di vapore di mercurio. Questo permette un’accensione rapida e un arco elettrico stabile. Il quarzo purificato al 99,99% permette la trasmissione delle radiazioni UVC a lunghezze d’onda brevi con minimi assorbimenti, così l’intensità della radiazione rimane costante lungo tutta la superficie dell’involucro. Ciò garantisce un’emissione spettrale stabile, una bassa attenuazione e una durata della lampada prevedibile. In condizioni normali, l’intensità iniziale della lampada rimane entro tolleranze molto strette; dopo 5.000 ore di funzionamento, si verifica una diminuzione dell’intensità inferiore al 5%. Se si sceglie il rivestimento giusto, l’involucro permette un funzionamento senza ozono, mantenendo così l’aria nell’area di lavoro più pulita.
Perché questo sistema funziona bene
Nelle applicazioni industriali di polimerizzazione e disinfezione tramite radiazioni UV, è la costanza dello spettro delle radiazioni a determinare la profondità di polimerizzazione e l’uniformità del processo di legame tra i molecoli. Un’emissione stabile a 254 nm garantisce che l’attivazione dei fotoiniziatori rimanga costante da un processo all’altro. In questo modo si riducono i rifiuti e si evita che la finestra di tempo disponibile per il processo si riduca. I tempi di ciclo migliorano, poiché la lampada produce un’emissione stabile, riducendo così il tempo necessario per compensare eventuali variazioni. Inoltre, il consumo energetico rimane costante e le sostituzioni della lampada avvengono meno frequentemente, riducendo così i tempi di inattività e i costi di manutenzione.
Alcuni dettagli tecnici
Le lampade a catodo caldo richiedono balast adeguati, e bisogna mantenere sotto controllo la temperatura degli elettrodi. Altrimenti, la lampada si deteriora precocemente. Anche la geometria e l’allineamento del riflettore sono importanti: un riflettore mal posizionato può causare zone di irradiazione irregolare. È necessario abbinare correttamente la lampada all’apparecchiatura, tenendo conto di tensione, connettori e sistema di raffreddamento. Assicuratevi che il radiometro possa misurare le radiazioni a 254 nm con la risoluzione spaziale necessaria. Considerate l’emissione della lampada come parte integrante del sistema, e non come una caratteristica separata.